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L’OCCHIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS Featured

Studio Di Clemente News Martedì, 10 Marzo 2020 19:27
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By Daniele Di Clemente

www.studiodiclemente.eu

L’occhio ha un suo linguaggio; le sue parole sono rappresentate dal  flusso di segni, sintomi ,segnali che costantemente ci invia.

Essi saranno prevalentemente di  tipo  visivo, ovviamente, ma anche possono essere di  tipo algico, irritativo, diffuso alle regioni adiacenti del capo, del collo , delle spalle.

Naturalmente , per fortuna , vi è, per  la  maggior  parte delle persone, la sensazione di assenza di sintomi, che rappresenta la  condizione di perfetto equilibrio nell’apparato visivo, ovvero quando non si ha alcuna sensazione visiva sfavorevole,  quando si vede bene in ogni condizione di luce e distanza  di osservazione ,  non si ha insomma alcun tipo di fastidio.

Esistono una moltitudine di tests diagnostici molto accurati ed assolutamente indispensabili  quando ci si trova di fronte ad una sospetta patologia.

Ma anche la  cosidetta “low tech ophthalmology”, che utilizza molto l’ascolto del paziente,  l’ anamnesi patologica , ovvero  la  conversazione attenta col paziente e la decrittazione della miriade di sintomi, spesso sfumati , ma tutti potenzialmente importanti, nel comprendere ciò  che l’occhio  ci vuole far sapere.

Fotopsie, fosfeni, miodesopsie, diplopie, discromatopsie, tutti termini di linguaggio oftlamologico stretto, che magari il paziente può leggere in cartella clinica , rappresentano solo dei termini con cui gli oftalmologi vogliono sintetizzare ed interpretare il vissuto sintomatologico del paziente.

Ed allora, in questi momenti di rischio  coronavirus, pensiamo  che l’occhio è un importante potenziale  punto  di ingresso dei  virus nel nostro  corpo.

Non a caso un   oculista cinese  fu  punito dal suo governo  poiché, per primo, diagnosticò  tale affezione proprio collegando la sintomatologia oculare con quella sistemica. Ha perso la vita da  eroe per tali sui studi ed assistenze ai malati.

In pratica  la  congiuntiva è una membrana mucosa e , come tale, è recettiva  alle goccioline  di  Flugge sospese nell’aria e quindi  rappresenta un locus minoris  resistentiae per l’ entrata del virus nel nostro organismo. Protezioni oculari  con occhiali avvolgenti sono pertanto consigliate.

Ma ancor  di più essa e sensibile ad  ogni  tipo  di traumatismo,  di insulti  da agenti  fisici, pensiamo ad es. alle particelle  di polvere infetta  che possono essere sospinte contro la superficie  oculare  attraverso il finestrino aperto di un’automobile in corsa od ,ancora  più frequentemente,  ad autotraumatismo  con le  proprie mani  infette  che strofinano  gli occhi. Da cui derivano le pressanti raccomandazioni a lavarsi spesso le  mani  con disinfettanti.

In questo periodo in particolare, ma in realtà in ogni periodo, non va  sottovalutata la  sintomatologia irritativa locale in  regione oculare e perioculare, non vanno utilizzate automedicazioni,  terapie “fai da te”,  prodotti da  banco, senza un adeguato controllo medico  oftalmologico, nè sono consigliabili i consulti  da ottici, optometristi, centri di fitoterapia, fisioterapia, naturiopati,farmacisti  od altro.

L’ unico interlocutore in  grado di porre  diagnosi oculari attendibili è il medico  chirurgo iscritto presso uno degli Ordini  dei Medici Italiani e specializzato in oftalmologia presso università  europee.

Se gli  occhi  bruciano,  lacrimano,  determinano un senso di pesantezza, di visione offuscata,  se il paziente riferisce  aloni colorati intorno a sorgenti  luminose, se si  verifica un rapido calo di vista, magari monolaterale, se la  visione di ciò  che si legge appare distorta, se vi è  fotofobia od al contrario emeralopia,  cioè calo visivo alle  basse luminanze, se vi è  cefalea insolita in sede prefrontale, se si ha la sensazione di avere un corpo  estraneo nell’occhio, se…. rivolgetevi con sollecitudine  al vostro oculista.

Gli  occhi  parlano,  a  coloro che comprendono la loro  lingua.

L’oftalmologia attuale è molto efficace nelle diagnosi preventive o precoci; richiede  molto più impegno nella cura  delle patologie  avanzate.

Last modified on Martedì, 10 Marzo 2020 19:33

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