By Daniele Di Clemente
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L’occhio ha un suo linguaggio; le sue parole sono rappresentate dal flusso di segni, sintomi ,segnali che costantemente ci invia.
Essi saranno prevalentemente di tipo visivo, ovviamente, ma anche possono essere di tipo algico, irritativo, diffuso alle regioni adiacenti del capo, del collo , delle spalle.
Naturalmente , per fortuna , vi è, per la maggior parte delle persone, la sensazione di assenza di sintomi, che rappresenta la condizione di perfetto equilibrio nell’apparato visivo, ovvero quando non si ha alcuna sensazione visiva sfavorevole, quando si vede bene in ogni condizione di luce e distanza di osservazione , non si ha insomma alcun tipo di fastidio.
Esistono una moltitudine di tests diagnostici molto accurati ed assolutamente indispensabili quando ci si trova di fronte ad una sospetta patologia.
Ma anche la cosidetta “low tech ophthalmology”, che utilizza molto l’ascolto del paziente, l’ anamnesi patologica , ovvero la conversazione attenta col paziente e la decrittazione della miriade di sintomi, spesso sfumati , ma tutti potenzialmente importanti, nel comprendere ciò che l’occhio ci vuole far sapere.
Fotopsie, fosfeni, miodesopsie, diplopie, discromatopsie, tutti termini di linguaggio oftlamologico stretto, che magari il paziente può leggere in cartella clinica , rappresentano solo dei termini con cui gli oftalmologi vogliono sintetizzare ed interpretare il vissuto sintomatologico del paziente.
Ed allora, in questi momenti di rischio coronavirus, pensiamo che l’occhio è un importante potenziale punto di ingresso dei virus nel nostro corpo.
Non a caso un oculista cinese fu punito dal suo governo poiché, per primo, diagnosticò tale affezione proprio collegando la sintomatologia oculare con quella sistemica. Ha perso la vita da eroe per tali sui studi ed assistenze ai malati.
In pratica la congiuntiva è una membrana mucosa e , come tale, è recettiva alle goccioline di Flugge sospese nell’aria e quindi rappresenta un locus minoris resistentiae per l’ entrata del virus nel nostro organismo. Protezioni oculari con occhiali avvolgenti sono pertanto consigliate.
Ma ancor di più essa e sensibile ad ogni tipo di traumatismo, di insulti da agenti fisici, pensiamo ad es. alle particelle di polvere infetta che possono essere sospinte contro la superficie oculare attraverso il finestrino aperto di un’automobile in corsa od ,ancora più frequentemente, ad autotraumatismo con le proprie mani infette che strofinano gli occhi. Da cui derivano le pressanti raccomandazioni a lavarsi spesso le mani con disinfettanti.
In questo periodo in particolare, ma in realtà in ogni periodo, non va sottovalutata la sintomatologia irritativa locale in regione oculare e perioculare, non vanno utilizzate automedicazioni, terapie “fai da te”, prodotti da banco, senza un adeguato controllo medico oftalmologico, nè sono consigliabili i consulti da ottici, optometristi, centri di fitoterapia, fisioterapia, naturiopati,farmacisti od altro.
L’ unico interlocutore in grado di porre diagnosi oculari attendibili è il medico chirurgo iscritto presso uno degli Ordini dei Medici Italiani e specializzato in oftalmologia presso università europee.
Se gli occhi bruciano, lacrimano, determinano un senso di pesantezza, di visione offuscata, se il paziente riferisce aloni colorati intorno a sorgenti luminose, se si verifica un rapido calo di vista, magari monolaterale, se la visione di ciò che si legge appare distorta, se vi è fotofobia od al contrario emeralopia, cioè calo visivo alle basse luminanze, se vi è cefalea insolita in sede prefrontale, se si ha la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, se…. rivolgetevi con sollecitudine al vostro oculista.
Gli occhi parlano, a coloro che comprendono la loro lingua.
L’oftalmologia attuale è molto efficace nelle diagnosi preventive o precoci; richiede molto più impegno nella cura delle patologie avanzate.