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Capiamo meglio in che cosa consiste una visita oculistica in teleconferenza e quando è necessario recarsi al Pronto Soccorso Oculistico grazie all’intervento del Dott. Daniele Di Clemente, specialista in Oftalmologia

A che cosa serve una visita oculistica?

È noto che una visita oculistica è fondamentale non solo per verificare lo stato di salute degli occhi, ma anche per misurare la loro capacità visiva.

Tuttavia, non sempre è possibile realizzare una visita presenziale, quindi si ricorre alla Teleoftalmologia, ossia una visita oculistica a distanza in cui si utilizza la Telemedicina.

Purtroppo, in molte nazioni la possibilità di accedere ad una visita oculistica in Teleconferenza sono estremamente ridotte: non solo nei paesi sottosviluppati, ma spesso anche in nazioni europee, tra cui Francia e Inghilterra.

 

Come si svolge una Visita Oculistica in Telemedicina?

Per essere efficace la visita oculistica in Teleconferenza è necessario che ci sia un personale tecnico qualificato in loco e dotato di strumentazione adeguata.

Infatti, per realizzare filmati in tempo reale del fondo oculare si impiega un’apposita telecamera installata su lampada a fessura o su altri apparecchi chiamati fundoscopi o retinografi.

Una volta effettuate le immagini degli occhi dei pazienti, o contestualmente a quando esse vengono effettuate in real time, e tutte le misurazioni, queste andranno inviate all’oculista che, se i dati in suo possesso saranno congruenti, potrà effettuare la diagnosi e determinare le terapie più adatte.

 

Esistono delle limitazioni?

Quando si realizza una visita oculistica in Teleconferenza, esistono alcune limitazioni, che possono essere dovute all’imperfetta esecuzione degli esami in loco a distanza, all’incompleta raccolta dei dati anamnestici e alla difficoltà ad effettuare prove di tolleranza od altre valutazioni dinamiche.

 

Invece, quando è necessario ricorrere al Pronto Soccorso Oculare?

Si ricorre al Pronto Soccorso Oculare quando si verificano i seguenti sintomi:

  • Calo visivo improvviso
  • Dolore oculare
  • Trauma oculare
  • Diplopia
  • Fotopsie
  • Occhio rosso
  • Infezioni localizzate
  • Esoftalmo

In tali casi il recarsi dall’Oculista non è eludibile, pena gravi conseguenze oculari e/o visive.

 

Quando è evitabile?

È sempre consigliabile evitare, laddove possibile, di recarsi al Pronto Soccorso, sia per l'estremo affollamento di essi sia per il rischio di contrarre affezioni nosocomiali.

Ovviamente se si ha la possibilità di essere visitati in tempi brevi dal proprio oculista.

 

Autore: Dott. Daniele Di Clemente

Capiamo meglio in che cosa consiste la chirurgia refrattiva utilizzata in caso di ipermetropia e presbiopia grazie all’intervento del Dott. Daniele Di Clemente, specialista in Oftalmologia

 

Quali sono le differenze tra ipermetropia e presbiopia?

Entrambi i difetti visivi vengono corretti da lenti positive, eventualmente anche cilindriche quando vi sia associato un difetto astigmatico.

Tuttavia, il deficit visivo di tipo ipermetropico si manifesta sia nella visione da lontano che in quella da vicino; mentre il deficit presbiopico si manifesta dopo i 40 anni ed è esclusivo per la visione da vicino, cioè videoterminali, telefoni cellulari e libri.

 

Quali sono le cause?

L’ipermetropia è un difetto visivo su base genetica; invece la presbiopia è una condizione su base acquisita, che dipende dall’età.

 

Come si diagnosticano?

Si diagnosticano attraverso esame del visus per lontano e per vicino.

Infatti, grazie a tale esame è possibile misurare la quantità di vista, che si esprime in decimi.

Generalmente, si esegue rilevando l’acutezza visiva prima con un occhio e poi con l’altro. Si ripete sia per lontano sia per vicino e, in caso di difetti visivi, si utilizzano lenti correttive fino a quando si raggiunge l’acutezza visiva massima raggiungibile.

 

Quando ricorrere alla chirurgia refrattiva?

Si ricorre alla chirurgia refrattiva quando il paziente non tollera le lenti a contatto oppure quando problematiche lavorative, sportive, psicologiche oppure estetiche limitano l’utilizzo degli occhiali.

 

In che cosa consiste?

Esistono varie tecniche di correzione dell’ipermetropia: la più usata è la Femtolasik che dà risultati efficaci e rapidi.

In caso di presbiopia, la Femtolasik è una tecnica che la corregge solo parzialmente; mentre si ottengono buoni risultati utilizzando, laddove indicato, una sostituzione del cristallino con inserimento di lente intraoculare multifocale.

 

Quali sono i benefici e gli eventuali rischi di questo intervento?

La qualità visiva degli occhi operati aumenta molto: i giovani possono accedere a professioni che verrebbero loro precluse se avessero gli occhiali e il viso si riequilibra nelle sue forme originarie.

Non vi sono interventi del tutto privi di rischi, anche se nella chirurgia refrattiva essi sono diventati molto rari. Il più temibile è l’ectasia corneale, che può sopravvenire anche a distanza di tempo, tuttavia le attuali conoscenze della citotettonica corneale sono molto aumentate per cui tale rischio è più teorico che reale.

Autore: Dott. Daniele Di Clemente

 

Fonte: https://www.topdoctors.it/articoli-medici/chirurgia-refrattiva-nell-ipermetropia-e-nella-presbiopia#

Il fondamentale ruolo dell’OCT nella diagnosi differenziale del papilledema


Distinguere il papilledema dallo pseudopapilledema (rigonfiamento del nervo ottico non patologico) è un problema clinico comune che mette alla prova anche gli Oculisti più esperti, ma è di fondamentale importanza dal momento che, nel secondo caso, il rigonfiamento del nervo ottico non è patologico e dunque se correttamente diagnosticato, evita al paziente di sottoporsi ad esami inutili e costosi.
Con l’avanzare della tecnologia, l’analisi delle immagini SD-OCT della testa del nervo ottico (RNFL- retinal nerve fiber layer e GCC- ganglion cell complex) si è dimostrata essere un metodo efficace e non invasivo che aiuta la diagnosi e la gestione di queste delicate condizioni cliniche.

- Docente di Oftalmologia presso il Consorzio Interuniversitario Forcom negli AA. 2002-3.
- Docente di oftalmologia presso il Polo Pontino de L’Università “La Sapienza” negli AA. 2007- 2008-2009
- Professore a contratto di Oftalmologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” dall’ Anno Accademico 2010 al 2013.
- Relatore presso innumerevoli congressi nazionali ed internazionali su varie tecniche di chirurgia oculare e di riabilitazione visiva.
-Organizzatore di congressi e corsi ECM teorico pratici di oftalmologia per medici, medici oculisti, ortottisti, infermieri su tematiche di riabilitazione visiva per ipovedenti e di sport visione negli atleti.

OCT, HRT, Esame del campo visivo,


Topografia Corneale, Riabilitazione visiva, Schermo di Hess,ERG-PEV , Laser Argon, Laser Yag, SLT, Pachimetria , Ecografia oculare A-B scan.
-Ha acquisito specifiche competenze in numerose tecniche di chirurgia oculare avendo effettuato molte migliaia di interventi sul segmento anteriore del bulbo oculare.

 

clementeJPGIn particolare ha effettuato e giornalmente effettua interventi di:
- Facoemulsificazione della cataratta con impianto di IOL monolocali, multifocali, accomodative, toriche.
-Trabeculectomia per il glaucoma
-Chirurgia refrattiva per tutti i principali difetti visivi
-Chirurgia dello pterigio con utilizzo di metodiche mininvasive e ricostruttive
-Chirurgia e trattamenti di oftalmologia estetica
-Iniezioni intravitreali anti-VEGF
-Vitrectomia anteriore e posteriore via pars plana
-Trapianto corneale perforante e lamellare, endoteliale
-Circa 15.000 interventi oculistici effettuati

 Previsto 02/04/2021 ore 10:00 

https://www.alipress.it/index.php/webtv/561-medicina-in-tv

 

IL MELANOMA OCULARE

Studio Di Clemente News Sabato, 24 Ottobre 2020 15:12

Il melanoma è una neoplasia maligna dei melanociti che rappresenta la maggior parte dei decessi per cancro della pelle, nonostante comprenda meno del 5% di tutte le neoplasie cutanee. La sua incidenza è aumentata più rapidamente di quella di qualsiasi altro cancro nell'ultimo mezzo secolo. Il melanoma uveale è il tumore primitivo intraoculare più frequente (rappresenta circa l'85% di tutti i melanomi oculari)  con una incidenza in Italia di 400-500 nuovi casi per anno. Costituisce il 10% circa di tutti i melanomi e nel 90% dei casi è localizzato nella coroide e nel corpo ciliare, ma può insorgere anche sull'iride o sul nervo ottico.